LITIGATION FUNDING

Il finanziamento del contenzioso è consentito in Italia?

In Italia, il contratto di finanziamento del contenzioso è consentito in applicazione del generale principio dell’autonomia contrattuale posto dal secondo comma dell’art. 1322 c.c. che recita: … le parti possono concludere contratti che non appartengono ai tipi aventi una disciplina particolare purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico.

Questa operazione economico-giuridica è attualmente poco conosciuta e per nulla praticata.

Esistono disposizioni legislative o normative specifiche applicabili al finanziamento di contenziosi di terze parti?

No, in Italia non vi sono norme né regolamenti che lo disciplinano.

Chi può essere beneficiario?

  • PMI
  • Imprese di grandi dimensioni
  • Impresi in deficit economico o ben strutturate e patrimonializzate
  • Studi legali
  • Studi commercialistici
  • Studi di consulenza aziendale
  • Curatore fallimentare
  • Commissario e liquidatore giudiziale

Quali sono gli ambiti d’intervento?

  • Diritto commerciale e societario
  • Diritto dei contratti e recupero del credito
  • Diritto bancario e dei mercati finanziari
  • IP Law
  • Diritto delle procedure concorsuali
  • Azioni di responsabilità extracontrattuale
  • Azioni di responsabilità professionale
  • Arbitrati nazionali e internazionali

Ci sono dei limiti di valore?

Sì.

È previsto un limite di valore della causa che deve essere considerato quale soglia minima per accedere al finanziamento.

Il valore può essere raggiunto anche cumulando le domande nel senso che il finanziamento può essere riferito anche a dei pacchetti di pratiche.

Qual’è la procedura?
Il Litigation Funding Funnel

  1. Richiesta di finanziamento
    1. Presentazione della domanda di finanziamento con dettagliata descrizione del caso legale e allegazione dei principali documenti
  2. Analisi preliminare:
    1. Conflict e Investment check
    2. Sottoscrizione di NDA
    3. Motivato parere legale con allegazione dei documenti a sostegno della domanda
  1. Duediligenze:
    1. Il richiedente deve mettere a disposizione tutta la documentazione in suo possesso e autorizzare il proprio consulente a riferire
    2. Analitica due-diligence del caso
    3. Investment decision e proposta commerciale
  2. Litigation Funding Agreement:
    1. Sottoscrizione del contratto di finanziamento del contenzioso
    2. Esecuzione del contratto

Qual’è il ruolo del finanziatore?

Il finanziatore professionale assume il costo (tutto o parte) di una controversia di terzi, ossia di una controversia nella quale egli non ha alcun interesse, ed il rischio (tutto o parte) dell’eventuale esito negativo della lite; tutto ciò in cambio di una controprestazione che usualmente consiste in una percentuale della ragione vittoriosa.

Il finanziatore assume i costi ed il rischio dell’esito della lite

Il finanziatore non ha interesse nella controversia (imparzialità)

Come viene ricompensato il finanziatore?

Il costo del finanziamento è normalmente determinato in una percentuale della ragione vittoriosa. Il beneficiario dovrà quindi adempiere la controprestazione solo in caso di esito favorevole della lite.

Il finanziatore può imporre la scelta del consulente?

La scelta del consulente legale (avvocato) spetta alla parte richiedente il finanziamento. Tale scelta è espressione del rapporto fiduciario tra il professionista ed il cliente.
Ciò non toglie che il contratto di finanziamento del contenzioso possa prevedere delle clausole di gradimento, ossia delle previsioni in forza delle quali la “competenza” del consulente scelto dalla parte possa influenzare positivamente o negativamente le condizioni del finanziamento.

Il finanziatore ha un diritto di veto sulle proposte transattive?

Solitamente i contratti di finanziamento del contenzioso prevedono che l’accettazione o il rifiuto di un accordo di conciliazione richieda l’assenso del finanziatore, come prevedono e disciplinano le conseguenze per il beneficiario nel caso in cui assuma una decisione in contrasto con quella del finanziatore, incluso il caso in cui la parte rifiuti un accordo che il finanziatore consideri appropriato.

In quali circostanze il finanziatore può terminare il contratto?

Non essendoci una disciplina specifica del finanziamento del contenzioso, non ci sono casi tipici di interruzione del contratto. La loro individuazione è lasciata pertanto alla libera contrattazione tra le parti.
Solitamente, le cause di anticipata interruzione del finanziamento si possono dividere in due categorie.
Da una parte gli eventi che hanno un effetto rilevante sul rischio del contenzioso, ad esempio:

  • la divulgazione di fatti precedentemente sconosciuti;
  • una modifica della giurisprudenza (o addirittura legislativa) decisiva per l’esito del contenzioso;
  • la perdita di elementi di prova decisivi o l’acquisizione di elementi di prova decisivi in senso contrario al buon esito del contenzioso;
  • la modificazione delle condizioni economiche delle parti processuali ovvero la loro sottoposizione a procedure concorsuali.

Dall’altra, i casi di inadempimento degli obblighi contrattuali del finanziato.
In questo secondo caso, il finanziato potrebbe essere obbligato a rimborsare al finanziatore le spese ed i costi sostenuti.